Articolo Libero

Libero 5 apr 2018

"Album del cantante-ricercatore Più che brani, poesie ispirate all'epoca greca raccolte in "Prometeo liberato" 
"E' un artista a tutto tondo il ricercatore romano Valerio Sanzotta, classe 1979, il cui secondo album, 'Prometeo liberato', prodotto dalla etichetta discografica veronese Vrec di David Bonato, uscirà domani, venerdì 6 aprile. Poeta, scrittore, musicista, cantautore, chitarrista, Sanzotta, che nel 2008 ha partecipato al Festival di Sanremo nella sezione"nuove proposte" con il brano 'Novecento', è consapevole di essere lontano dallo stereotipo del cantante rock e si definisce un cantore, come coloro che nell'antichità, suonando la cetra, deliziavano il pubblico con i loro versi. Uno di questi fu Omero, a proposito del quale Valerio afferma: 'Omero era cieco, vedeva con gli occhi interiori. La cecità è quasi un emblema del poeta, perché attraverso la poesia l'essere umano può giungere al cuore delle cose ad occhi chiusi'. Ed aggiunge: 'Abbiamo bisogno dell'arte per leggere e comprendere il mondo'.
Il richiamo dell'epoca greca e latina è potente ed irresistibile. La letteratura classica influenza tutta la produzione di Sanzotta, e lo si evince già dal titolo del suo album, che unisce alla tradizione dei cantautori internazionali quella del folk-rock indie con incursioni nella sperimentazione sonora. Esso contiene brani ricchi di citazioni musicali (vi è un'allusione a Bob Dylan, Syd Barrett, Nick Drake, Cat Power e a Peter Hammill), cinematografiche (Fellini) e letterarie (da Shakespeare a Dylan Thomas, da Rimbaud a Thomas S. Eliot, fino alla poetessa romagnola Mariangela Gualtieri, con la quale Valerio intrattiene un'amichevole corrispondenza). L'album tratta di morte, ma questo è solo il pretesto per parlare di rinascita. E' il tempo ciclico: non avremmo la primavera se non attraversassimo l'inverno. 'Prometeo è la figura mitologica che viene incarcerata da Giove per avere donato il fuoco agli uomini. Per questo la sua liberazione è sempre stata letta nella tradizione letteraria come un trionfo del libero pensiero. Nel mio caso Prometeo si libera perché si ritrova da solo in un vuoto cosmico dove non esiste più neanche il tempo', spiega Sanzotta. E' nella quiete delle montagne tirolesi che Valerio, che dal 2013, dopo avere vissuto tra Berlino, Parigi, Londra, è ricercatore presso l'Istituto Ludwig Boltzmann per gli Studi Neolatini, ad Innsbruck, in Austria, compone i 10 brani del nuovo album.
'I miei testi parlano di esperienze personali, sensazioni, emozioni, rilette sotto un filtro letterario. Si tratta di canzoni filosofiche', dichiara l'artista appassionato di latino moderno, ossia di letteratura scritta in lingua latina dalla fine del medioevo ai gironi nostri. 'Non mi lamento dell'Italia. Amo il mio Paese. Faccio il ricercatore fuori dai confini italiani solo perché il mio ambito di studio mi porta a girare l'Europa', specifica Valerio, che sostiene che l'amore per la poesia, maturato già all'età di 14 anni, lo abbia spinto verso la musica.
'Non potrei mai scegliere tra le due carriere: quella di ricercatore e quella di cantautore. Significherebbe rinunciare ad una parte di me stesso. Amo potermi chiudere in biblioteca come salire sul palco a cantare', conclude Sanzotta, che sta già scrivendo l'album successivo nonché un testo teatrale informa di poesia." (Azzurra Noemi Barbuto)